La natura e la sua legge
" Nell' eterno Non-essere innominabile, stal'essenza intima di tutto ciò che esiste: nell'Essere perituro nominabile, sta il suo formale svolgimento.
Questi due concepimenti, sebbene espressi in modo diverso, emergono tuttavia insieme, e sono ambedue profondissimi: profondissimi talmente, che son porta dell'universo mistero ". (cap.1 - da il libro del Tao)"
Il Tao è il contenente l' energia cosmica che produsse il mondo materiale. Nel Tao vi sono gli archetipi, le possibilità seminali degli esseri, costituenti il loro elemento indistruttibile.
Misterioso e incomprensibile Esso contiene le esistenze.
Profondo e nascosto Esso contiene le essenze (gli spiriti) [...] Da lui procede il principio animatore (di ogni cosa) .
" Dopo che il Tao si fece Unità, questa si manifestò nella duplice forma positive e negativa, di quiete e di moto ( lo Yin e lo Yang), donde la triede che produsse il mondo. Cosicchè può dirsi che il Tao produsse l'Uno, l'uno produsse il Due, il due produsse il Tre, il tre dette vita alla moltitudine degli esseri [...] L'unità primordiale - ch'i - alla quale é ordinato il vario giuoco dello yin e dello yang ne compone le vie [...] " (cap. 42 - da il libro del Tao)"
La potenzialità del Tao é detta Te "Virtù", "Energia"; lo svolgersi spontaneo e incosciente di questa potenzialità è chiamato "Non-agire (Wu-wei). "Non operare" designa un operosità spontanea, non promossa da una volontà , ma che pertanto raggiunge incosciamente il fine a cui tende. L'operare spontaneo, incosciente è il fatto che dà vita al mondo in tutte le sue forme organiche e inorganiche: E' la Legge Eterna del Tao che governa l'universo. L'uomo oltre ad essere soggetto come tutti i viventi a questa legge, ha inoltre facoltà d'indirizzare le sue azioni a fini prestabiliti dalla sua volontà. Questo che sembra un privilegio è per il Taoismo la condanna dell'uomo.
L'intelligenza, che l'uomo ha comune con gli animali, è in questi ultimi dominata dall'istinto; il quale essendo qualcosa d' intrinseco con l'organismo dell'animale stesso, non lo devia dalla legge della natura con cui è così strettamente congiunto.
Nell'uomo l'intelligenza più sviluppata é altresì libera dall'istinto ed è soggetta , invece alla ragione, che l'animale non possiede.
L'uomo in possesso di essa (la ragione) pensò di sciogliere ogni legame con la natura; egli si giudicò capace di vivere da sè e per sè stesso, indipendente, estraneo a tutte le interazioni del cielo e della terra, e si creò un mondo suo proprio: un mondo fittizio, artificiale, che suppose tanto più perfetto quanto più si staccava dalla natura: mondo fantastico,falso, dove egli trovò la sua sventura.
proposta da...








E' la nostra storia. Lontanti da noi, lontani dal cielo e dalla terra anzi nemici.
RispondiEliminaQuale figlio è più irresponsabile di noi?
Vorrei che l'intelligenza lasciasse il posto alla comprensione ed all'amore. Basterebbe solo questo.
Un abbraccio
Joh
Ancora una volta leggo con estremo interesse i crismi della tua disciplina. Mi ha colpito la divulgazione dei numeri attraverso il Tao e la ricerca di quel prezioso bene umano che è l'intelligenza.
RispondiEliminaUn caro saluto.
:)